ordine Ciaolatte

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Ciao a tutti,

ordine aperto fino a lunedì 10 per consegna prevista giovedì 13

buon tutto!

Listino

Pietro

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Ordine carne 20 dicembre – chiude giovedì 6

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Ciao a tutt*

ecco il listino per l’ordine pre-natalizio.

L’ordine chiude questo giovedì 6 dicembre alle 21, consegna giovedì 20 dicembre al Bellezza.

Per ordinare: https://docs.google.com/spreadsheets/d/1GDApI-nPhXE4ntQbgBZI8g6icefZsNHJsxuByut14FI/edit?usp=sharing

“Riunione Festaiola”: ricette

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Torta zucca e porri, Cristiana

Quiche di zucca e porri: fai stufare la zucca tagliate a pezzi, porro, olio evo,  dadoVegetale ( io lo faccio con il Bimbi). Fai raffreddare e frulla. Stendi una fantastica pasta brisee  in una teglia da forno. Sbatti 2 uova con 250 gr circa di yogurt bianco magro aggiungi sale q.b., parmigiano,Emmental grattato e provola affumicata tagliata a pezzetti. Aggiungi il frullato di zucca, Mescola e versa sulla brisee’. Inforna a 180 g x circa 45 minuti..



Zuppa di grano saraceno, azuki, porri e lenticchie : Pietro

Grano saraceno, azuki, lenticchie,porro, aglio, dado ROB
in pentola a pressione, soffritto di porri, dado, aglio, poi dentro tutti e acqua. Chiudi, cuoci per 30 min, poi apro metto rosmarino  e olio crudo, richiudo e ricuoci per altri 10. A fine cottura salo, baci da Pietro!


Torta di mele: da Giuliana

Torta di mele

 4 hg di farina , 5/6 amaretti o liquore all’amaretto, 1,5 hg di burro, 1,5 hg di zucchero + 2 cucchiai, 2 tuorli + 1 uovo intero, 1 bustina di lievito, latte q.b., 6 mele golden

Sbucciare le mele, tagliarle a fettine, aggiungere 2 cucchiai di zucchero e lasciarle così per un po’.

Montare il burro a crema con lo zucchero. Aggiungere le uova sbattute, la farina, gli amaretti sbriciolati e il lievito. Se l’impasto fosse troppo consistente, diluire con un po’ di latte. Aggiungere infine le mele: si possono mettere nell’impasto per una torta più umida, in superficie se si vuoleuna torta più soffice. Infornare a 200° per 40’. A fine cottura abbassare la temperatura.

Ordine Fuori Mercato-Rimaflow

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arance, limoni, pecorino, anche le farine!

L’ordine si chiude mercoledì 5 dicembre ore 20. Consegna prevista mercoledì 22. Vi faremo sapere dettagli per la consegna,state vigilanti!

ordinate quello che volete, cercando tra di voi come condividere le cassette.

Il listino QUI

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“Sono come mangio, almeno spero!”

Dopo aver scritto e riscritto un incipit fastidiosamente didattico ho pensato che forse il miglior modo per presentarmi è raccontarti cosa ho mangiato fino ad ora, cosa mangio a 29 anni e cosa vorrei mangiare in futuro.

 Sono nata in quel di Milano, da una mamma premurosa il cui medico, alla domanda – Posso portare la bambina in giro? – rispose –   E’ meglio che si abitui, la bambina, allo smog.

 Inaugurò così, senza saperlo, il dottor Cavallotti, una serie di scarrozzate giornaliere per Corso Buenos Aires fino ai Giardini di Porta Venezia, il piccolo polmone verde della mia infanzia.

 Allo smog mi ero dunque abituata, alle verdure troppo saporite e ai pesci con le lische meno. (storico il momento in cui per disperazione la tata Silvana imboccò me e mia sorella alternando un boccone di sogliola al sugo rosso e una fetta di arancia. Raccontate a Valeria l’aneddoto e storcerà il naso al ricordo di quell’abbinamento così ardito).

 L’antidoto al mio palato raffinato e ai capricci da tavola arrivò presto. All’età di 8 anni entrai negli scout e il piacere della condivisione (seppur con un po’ di fatica) e la capacità di adattarsi ai gusti di tutti divennero parte di me.

 Pescare i panini dal mucchio, bere dalla stessa borraccia, cucinare nel bosco con la mia squadriglia e mangiare le caramelle di nascosto dai capi sono stati riti di iniziazione alla spartanità.

Ma non solo; qui ho scoperto perché la crema di nocciole del mercato equosolidale, nonostante fosse impossibile da spalmare sul panino, fosse meglio della Nutella e che da un gruppo di bottiglie, se ben riciclate, è possibile ricavare un pile.

Crescendo ho viaggiato, con i miei genitori, da sola e ho scoperto la bellezza della diversità, della biodiversità, dei sapori nuovi e dei sapori casalinghi.

A questo punto è giunto il momento di presentare la regina della cucina familiare, nonché la persona che mi ha sfamato per 26 anni di vita: la mamma Annamaria. Cuoca provetta, insegnante indefessa (altro che Masterchef!) e padrona del frigorifero.

Amante delle verdure, le cucina in ogni maniera e ne conosce tutti gli effetti benefici che ama sottolineare all’inizio di ogni pasto.

Considera la pasta un premio mensile e la frase che ben riassume la sua cucina e il suo stile di vita potrebbe essere questa: “Mangiare tutto ma con moderazione”.

Sono cresciuta quindi ignorando l’esistenza di surgelati, microonde e pasti pronti, sommersa da un’infinità di ritagli di ricette di giornali sempre “da provare”, ricette tradizionali declamate a memoria e piccole rivisitazioni sulle ricette classiche; sono cresciuta accompagnando mia mamma a comprare la carne dal macellaio della montagna (uno dei posti preferiti miei e di Valeria), e in giro per l’Italia insieme anche al papà a scoprire le specialità di ogni regione.

Non nego però di averli accompagnati più volte anche all’Esselunga!

E arriviamo qui al mio presente e al mio futuro.

Oggi vivo da sola e la regina della cucina sono io. La passione per le verdure è insita nel DNA familiare e per fortuna ho trovato un fidanzato napoletano che le cucina divinamente (non solo, il suo nonno aveva un orto e sa i nomi di tutti i tipi di erbe e insalate!).

Mi piace sapere cosa mangio, comprare più cibo e meno plastica (motivo per cui frequento sempre meno il supermercato), incentivare gli agricoltori italiani che fanno il loro lavoro con serietà e passione.

Ogni giorno combatto una piccola battaglia personale per eliminare le contraddizioni tra quello che penso e quello che faccio.

La lista è lunga ma scrivo qui le prime cose che mi passano per la testa e a cui tengo di più: ho una custodia vegetale per il mio cellulare, vestiti realizzati secondo logiche di salute ambientale (non tutti, la scalata verso lo “zero wasting” è ancora lunga!) e sono iscritta al FAI perché amo il nostro territorio, l’Italia e le bellezze artistiche e paesistiche in cui siamo immersi.

E qui arriva il futuro e il vostro G.A.S.

Per me G.A.S. significa possibilità di confronto, di condivisione e impegno.

Spero di essere stata esaustiva!

 Mi piacerebbe osservare, capire le dinamiche e, compatibilmente con il mio lavoro, mettermi in gioco. 

Mi chiamo Beatrice Soliano

Saponi Africani e Burri di Karité. Un reddito per la libertà

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Care compagne e cari compagni del G.A.S. vi ricordo che questi saponi profumatissimi sono di ottima qualità e ben stagionati; quest’anno vi sono anche confezioni di burri naturali e profumati con essenze certificate; potete trovare il listino per ordinare  QUI. 

Sotto alcune informazioni generali sul progetto, che oltre ai saponi comprende anche la produzione di passata di pomodoro, un prodotto che nel paese è molto richiesto. Se siete interessati ad approfondire vi consiglio di leggere meglio ciò che vi ho inviato via mail.

Burkina Faso è uno stato dell’Africa Occidentale (274.220 km², abitanti 13.730.258 nel 2006) privo di sbocchi sul mare e confinante con Mali a nord, Niger a est, Benin a sud-est, Togo e Ghana a sud e Costa d’Avorio a sud-ovest. La capitale è Ouagadougou. Dapprima colonia, ottenne l’indipendenza dalla Francia nel 1960 e divenne repubblica dell’Alto Volta. Il nome attuale Burkina Faso, fu istituito il 4 agosto 1984 dal presidente Thomas Sankara, e significa “la terra degli uomini integri” nella lingua More e nella lingua Bamanankan parlate rispettivamente dall’etnia mossi e da quella Dioula.

Lo sviluppo della salute non può essere disgiunta dal contrasto alla povertà, a BOUSSOUMA nel centro-est del paese, nel corso dell’anno, si sono consolidate le attività produttive e commerciali realizzate presso il centro di Formazione e Produzione ‘Femmes Actives de Boussouma’ attivo dal 2010. E’ stato costruito nei campi adiacenti un nuovo pozzo con una capacità di 7.500 l/h che consentirà a oltre 250 donne di poter produrre prodotti agricoli anche nella stagione secca. Le 36 donne che lavorano presso il centro di trasformazione agro alimentare hanno visto così aumentare la loro capacità di trasformazione dei pomodori in ‘Passata di pomodoro’